{"id":44255,"date":"2019-12-29T09:19:54","date_gmt":"2019-12-29T09:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/atlantipedia.ie\/samples\/?p=44255"},"modified":"2019-12-30T08:28:53","modified_gmt":"2019-12-30T08:28:53","slug":"archive-2352","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/atlantipedia.ie\/samples\/archive-2352\/","title":{"rendered":"Archive 2352"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"270\"><\/td>\n<td width=\"478\"><strong>Chi siamo<\/strong><strong> \u00a0<\/strong><strong>Contatti<\/strong><strong> \u00a0 <\/strong><strong>Site map<\/strong><strong> \u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Cerca<\/strong><strong> \u00a0 <\/strong><strong>Edicola Home<\/strong><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"2\"><\/td>\n<td width=\"746\"><strong>EdicolaWeb 2008<\/strong><strong> \u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"748\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"140\">\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Top of Form<\/p>\n<p>Bottom of Form<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"140\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<td width=\"10\"><\/td>\n<td width=\"468\">\n<table width=\"468\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"468\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"468\"><strong>GLI ARTICOLI DEI LETTORI&#8230;<\/strong><strong>LE COLONNE D&#8217;ERCOLE NELL&#8217;ECUMENE DI ARISTOTELE<\/strong><br \/>\ndi Antonio Usai<br \/>\nper Edicolaweb<\/p>\n<p><strong>Anch&#8217;io vorrei dire la mia sulle colonne d&#8217;Ercole e precisamente sul primo posizionamento delle colonne.<\/strong><\/p>\n<p>Un giorno dopo aver visto la trasmissione Gaia, di Mario Tozzi, dedicata al mito di Atlantide che in un suo libro il giornalista Sergio Frau localizzava in Sardegna, ho acquistato il libro dal titolo &#8220;Le colonne d&#8217;Ercole un&#8217;inchiesta&#8221;.<br \/>\nDopo averlo letto, per avere dei riscontri su quanto S. Frau afferma, ho acquistato altri libri di storici antichi (Erodoto, Aristotele, Polibio, Strabone e tanti altri) dai quali si capisce che le colonne d&#8217;Ercole fino alla fine del IV secolo a.C. erano tutt&#8217;altro che a Gibilterra.<br \/>\nTutti gli indizi portano, invece, al canale di Sicilia: Aristotele in &#8220;Meteorologia&#8221; con i suoi fondali bassi, Dicearco con le sue distanze e cos\u00ec via.<br \/>\nUna prova piuttosto corposa nel suo libro Frau la d\u00e0 citando un passo della descrizione geografica della terra, tratta da un libro attribuito ad Aristotele, che Frau titola &#8220;per\u00ec kosmos&#8221; dove si dice che chi entra nel mare interno attraverso le colonne d&#8217;Ercole, trova per prima cosa sulla sua destra le 2 Sirti.<br \/>\nFrau dice che subito dopo tutto si biforca a causa, cos\u00ec si capisce, di certi mari che Aristotele mette al di l\u00e0 delle colonne, ma che non ci dovrebbero essere, e anche a causa dei confini che Aristotele d\u00e0 alla Libia.<br \/>\nQuesti motivi sono sufficienti per far affermare a Frau che ora, per Aristotele, le colonne non sono pi\u00f9 nel canale di Sicilia ma incontrovertibilmente a Gibilterra.<br \/>\nInoltre, per Frau, se uno volesse disegnare una cartina geografica, seguendo ci\u00f2 che dice Aristotele in &#8220;per\u00ec kosmos&#8221;, non ci riuscirebbe.<br \/>\nPer prima cosa mi sono domandato se Aristotele si fosse contraddetto mettendo le colonne prima al canale di Sicilia e subito dopo a Gibilterra.<br \/>\nRileggo pi\u00f9 volte quello che Frau riporta nel suo libro dal &#8220;per\u00ec kosmos&#8221;, e ogni volta la mia risposta \u00e8 la stessa: per Aristotele le colonne sono sempre ferme al canale di Sicilia. Allora invio una mail a S. Frau esponendogli le mie conclusioni e chiedendogli il titolo esatto di quel &#8220;per\u00ec kosmos&#8221; Aristoteliano, che molto gentilmente mi ha comunicato.<br \/>\nIl libro si titola &#8220;Trattato sul Cosmo per Alessandro attribuito ad Aristotele&#8221; di Giovanni Reale. L&#8217;ho acquistato. Non ricordo quante volte ho letto la descrizione geografica che Aristotele fa della Terra; ma ogni volta, oltre che confermarmi ulteriormente che le colonne d&#8217;Ercole non sono assolutamente a Gibilterra ma al canale di Sicilia, si capisce chiaramente come, nella sua mente, Aristotele vedeva il mondo che lo circondava.<br \/>\nSi pu\u00f2 anche intravedere che questo trattato Aristotele l&#8217;ha scritto stando in Grecia, quasi sicuramente nella penisola calcidica dove \u00e8 nato o nell&#8217;isola Eubea dove \u00e8 morto, perch\u00e9 cita, per primi, luoghi e mari pi\u00f9 vicini al suo punto di osservazione: la grande Sirte prima della piccola, il mare Sardo prima del mare di Galazia (che bagna Marsiglia, conquistata dai greci focei intorno al 600 a.C., che si trova nella Celtica che per Erodoto \u00e8 abitata, oltre le colonne d&#8217;Ercole, dai celti), l&#8217;Adriatico prima del Siciliano, il mare di Panfilia prima del Siriano e l&#8217;Egeo prima del Mirto.<br \/>\nCome seconda cosa, di questa visione del mondo di Aristotele, ne ho fatto tre cartine, una (colon02g &#8211; l&#8217;ecumene secondo Aristotele) delle quali l&#8217;ho allegata a questo mio scritto.<br \/>\nPer essere pi\u00f9 sicuro di tutto ci\u00f2, ho portato il testo Aristotelico, solo la versione in greco, a una professoressa di latino e greco antico, la quale molto gentilmente me l&#8217;ha tradotto e la sua traduzione, che \u00e8 pi\u00f9 letterale, rispecchia quella di G. Reale ad eccezione di quel &#8220;te ka\u00ec&#8221; menzionato anche da Frau, che la prof.ssa traduce in &#8220;e anche&#8221;, anzich\u00e9 in &#8220;o&#8221; come fa G. Reale.<br \/>\nEsempio: io mi chiamo Usai &#8220;e anche&#8221; Antonio e non Usai &#8220;o&#8221; Antonio.<br \/>\nQuindi Atlantico &#8220;e anche&#8221; Oceano per la prof.ssa, Atlantico &#8220;o&#8221; Oceano per Giovanni Reale.<br \/>\nQuesta piccola divergenza \u00e8 ininfluente al fine della descrizione geografica della terra che inizio, prima della mia versione della stessa, citando una tesi in cui credo fortemente: &#8220;le fonti antiche hanno sempre ragione, e hanno torto coloro che alterano i testi a favore delle loro immaginarie teorie&#8221;.<br \/>\nTutta la descrizione dipende da poche e semplici parole, 4 nella traduzione di G. Reale, 6 in quella della prof.ssa alla quale avevo portato il testo in greco:<\/p>\n<p>&#8220;<strong>All&#8217;interno verso Occidente<\/strong>, facendosi strada con uno stretto passaggio alle cosiddette Colonne d&#8217;Ercole, l&#8217;Oceano penetra nel mare interno&#8230;&#8221; (G. Reale)<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Al di qua, invece, verso Occidente<\/strong>&#8230;&#8221; (prof.ssa).<\/p>\n<p>Queste semplicissime parole, sulle quali tutti sorvolano, dicono chiaramente, categoricamente, senza ombra di dubbio che le colonne d&#8217;Ercole non sono a Gibilterra, perch\u00e9 stando a Gibilterra come si riuscirebbe a entrare nel Mediterraneo andando verso Occidente?<br \/>\nDa Gibilterra si entra nel Mediterraneo andando verso Oriente.<br \/>\nDove sono allora le colonne?<br \/>\nLo dice Aristotele stesso (anche Frau):<\/p>\n<p>&#8220;All&#8217;interno verso Occidente (verso la sponda occidentale) facendosi strada con uno stretto passaggio alle cosiddette colonne d&#8217;Ercole, l&#8217;Oceano penetra nel mare interno come in un porto, e allargandosi a poco a poco si estende, abbracciando grandi golfi collegati l&#8217;uno con l&#8217;altro, ora sboccando in strette aperture, ora nuovamente allargandosi. <strong>Orbene, in primo luogo, si dice che, dalla parte destra per chi entra attraverso le colonne d&#8217;Ercole, forma due golfi, che costituiscono le cosiddette Sirti, delle quali l&#8217;una \u00e8 denominata Grande e l&#8217;altra Piccola<\/strong>&#8220;&#8230;<\/p>\n<p>cio\u00e8 al canale di Sicilia.<br \/>\nSubito dopo, per Frau, tutto si biforca; invece:<\/p>\n<p>&#8220;Dall&#8217;altra parte (oltre le colonne) non forma pi\u00f9 golfi simili a questi e forma invece tre mari, ossia il mare di Sardegna, il mare di Galazia (o di Gallia) e l&#8217;Adriatico&#8230;&#8221;?!<\/p>\n<p>Cosa ci fa l&#8217;Adriatico qui?<br \/>\nCerto sembrerebbe che Aristotele abbia fatto un errore mettendolo al di l\u00e0 delle colonne, ma Aristotele, se leggiamo attentamente, non lo sta mettendo al di l\u00e0, infatti il testo recita:<\/p>\n<p>&#8220;Orbene, in primo luogo, si dice che, dalla parte destra <strong>per chi entra (nel mare interno) attraverso le colonne d&#8217;Ercole<\/strong>&#8230;&#8221; ci fa capire che nel mare interno si pu\u00f2 entrare anche da un&#8217;altra parte, e cio\u00e8 dallo stretto di Messina. Quindi:<\/p>\n<p>&#8220;..forma (oceano) invece tre mari, ossia il mare di Sardegna, il mare di Galazia e (tramite lo stretto di Messina) l&#8217;Adriatico, e, subito appresso, situato in senso obliquo, il mare di Sicilia&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>e tutto il resto.<br \/>\nOra parler\u00f2 dei mari al di qua e al di l\u00e0 delle colonne; il mare al di qua \u00e8 chiamato interno e come fa capire la parola stessa e lo stesso Aristotele, \u00e8 un mare chiuso (ovvio non del tutto); mentre il mare al di l\u00e0, l&#8217;esterno, per l&#8217;autore \u00e8 un mare aperto, e lo si capisce chiaramente quando dice:<\/p>\n<p>&#8220;Il mare che sta all&#8217;esterno della terra abitata si chiama Atlantico o Oceano, e ci bagna tutto intorno. All&#8217;interno verso Occidente&#8230;le 2 Sirti&#8221;.<\/p>\n<p>E quando recita:<\/p>\n<p>&#8220;Successivamente, poco al di l\u00e0 degli Sciti e della regione Celtica rinserra la terra abitabile fino al golfo di Galazia e le colonne d&#8217;Ercole, di cui abbiamo detto sopra, <strong>al di l\u00e0 delle quali l&#8217;Oceano circonda la terra<\/strong>.&#8221;<\/p>\n<p>E si capisce benissimo, che \u00e8 un mare aperto, anche dalla traduzione della prof.ssa; cito:<\/p>\n<p>&#8220;il mare al di l\u00e0 dell&#8217;ecumene (terra abitata), il quale scorre attorno a noi, \u00e8 chiamato Atlantico e anche Oceano. Al di qua, invece, verso Occidente&#8230; le 2 Sirti&#8221;.<\/p>\n<p>Questo vuol dire che per Aristotele la Libia finisce alle colonne d&#8217;Ercole del canale di Sicilia, oltre le quali (e adesso davvero verso Occidente, verso l&#8217;America) non ci sono, o meglio non in quella posizione che conosciamo, la Tunisia, l&#8217;Algeria e il Marocco, ma solo l&#8217;Atlantico &#8220;te ka\u00ec&#8221; Oceano che tutto circonda e che forma (verso oriente) i 3 mari e tutto il resto.<br \/>\nQuindi \u00e8 chiarissimo quando scrive:<\/p>\n<p>&#8220;la Libia \u00e8 quella regione che si estende dall&#8217;istmo Arabico (o dal Nilo) fino alle colonne d&#8217;Ercole&#8221;.<\/p>\n<p>Addirittura l&#8217;Iberia Aristotele la cita una sola volta e non certo come sede delle colonne, ma perch\u00e9 attorno a lei e alle isole Britanniche, ci sono delle piccole isole che:<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;formano una corona di isole attorno alla terra abitata&#8221;.<\/p>\n<p>E infine quando dice:<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;l&#8217;Europa \u00e8 quella terra che ha come confini tutt&#8217;intorno le colonne d&#8217;Ercole, le insenature del Ponto, il mare d&#8217;Ircania nel punto&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>sta dicendo che l&#8217;Europa \u00e8 al di qua e al di l\u00e0 delle colonne (tutt&#8217;intorno le colonne d&#8217;Ercole) pi\u00f9 il Ponto ecc. Tutto inizia e tutto finisce in un mondo tutto e solo greco.<br \/>\nE ora mi sia consentito dire: &#8220;&#8230;e aveva un&#8217;isola innanzi a quella bocca, che si chiama, come voi dite, colonne d&#8217;Ercole.&#8221; (Platone-Timeo)<br \/>\nE cos\u00ec, sia nel mare Atlantico chiuso di Platone, sia nell&#8217;Oceano Atlantico, dove la mettono la maggior parte degli studiosi moderni, ma purtroppo per loro nell&#8217;Atlantico di questo Aristotele, al di l\u00e0 delle colonne d&#8217;Ercole c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;isola: la mia Sardegna.<br \/>\nDopo aver localizzato le colonne d&#8217;Ercole nel canale di Sicilia, era necessario, per fare chiarezza su alcune cose, e anche per curiosit\u00e0, individuare il punto del canale in cui erano situate. Ci ho provato e, per farlo, ho avuto bisogno di due nomi: Annone (V secolo a.C.) e Aristotele e di alcune foto satellitari.<br \/>\nPrima di iniziare a parlare di Annone con quel suo viaggio oltre le colonne d&#8217;Ercole, vorrei fare una piccola premessa: nei libri antichi letti da me, quelli compresi nel periodo che va dal VI fino a tutto il IV secolo a.C., quando nell&#8217;argomento trattato sono incluse le colonne d&#8217;Ercole, sembra che gli autori perdano l&#8217;orientamento e non riescano pi\u00f9 a capire dove siano l&#8217;occidente e l&#8217;oriente.<br \/>\nQuesto strano disorientamento \u00e8 spiegabile col fatto che gli studiosi partono dal presupposto che le colonne d&#8217;Ercole siano sempre state a Gibilterra, anche se in molti libri, compresi nel periodo sopraccitato, fatti i dovuti riscontri, i conti non tornano.<br \/>\n\u00c8 quanto succede al viaggio di Annone, il testo del quale, che \u00e8 composto da 18 passi, al 1\u00b0 recita:<\/p>\n<p>&#8220;Per volere dei cartaginesi Annone navig\u00f2 fuori delle Colonne d&#8217;Eracle e fond\u00f2 citt\u00e0 di libifenici. E navig\u00f2 portando con s\u00e9 sessanta penteconteri e una folla di uomini e donne, in numero di tremila; e viveri e le altre provviste&#8221;.<\/p>\n<p>Poi inizia il racconto di Annone che al 2\u00b0 passo recita:<\/p>\n<p>&#8220;Cos\u00ec salpati, superammo le colonne d&#8217;Ercole e navigammo nel mare esterno per due giorni, fondammo una prima citt\u00e0, alla quale demmo il nome di Timiaterio: sotto a questa c&#8217;era una grande pianura&#8221;.<\/p>\n<p>Sorvolando sul fatto, per non sembrare pignoli, che se Annone avesse superato Gibilterra avrebbe dovuto dire: &#8220;navigammo nel mare esterno <strong>verso meridione<\/strong> per due giorni&#8221;, a meno che non avesse fondato quella citt\u00e0 in mezzo all&#8217;Atlantico, facendo dei piccoli calcoli sapendo che in quel periodo per fare il tratto Cartagine-Sardegna si impiegavano all&#8217;incirca due giorni di navigazione, Annone \u00e8 arrivato, esagerando, nei pressi dell&#8217;attuale Casablanca. Poi continua con il 3\u00b0 passo che recita:<\/p>\n<p>&#8220;Salpati poi <strong>verso occidente raggiungemmo Sol\u00f2eis<\/strong>, un promontorio libico folto di alberi&#8221;.<\/p>\n<p>La decisione presa da Annone con la frase &#8220;<strong>Salpati poi verso occidente<\/strong>&#8220;, che significa &#8220;<strong>sciolti gli ormeggi e preso il largo verso occidente<\/strong>&#8220;, \u00e8 possibile solo in due condizioni.<br \/>\nLa prima \u00e8 che questo promontorio Sol\u00f2eis si trovi in un&#8217;isola in mezzo all&#8217;Atlantico; ma questa condizione \u00e8 da scartare perch\u00e9 Annone dice che questo promontorio si trova in terra libica.<br \/>\nLa seconda e unica condizione possibile, \u00e8 che quel promontorio si trovi all&#8217;altro capo di un <strong>golfo abbastanza profondo<\/strong>, e che sia, per trovarsi verso occidente, all&#8217;incirca alla stessa altezza del capo dal quale \u00e8 salpato.<br \/>\nEbbene, se cercassimo nel tratto costiero da Gibilterra fino alla Liberia, un lembo di terra con quella conformazione, non la troveremmo.<br \/>\nIn quel tratto d&#8217;Africa si va, inevitabilmente, sempre <strong>verso meridione<\/strong>.<br \/>\nBasterebbe questo per scartare l&#8217;ipotesi dell&#8217;ambientazione del viaggio di Annone nell&#8217;oceano Atlantico. Ma per allontanare anche ogni pi\u00f9 piccolo dubbio, dobbiamo trovare la vera ambientazione. Quindi proseguiamo nel nostro &#8220;viaggio&#8221;.<br \/>\nHo scritto, pi\u00f9 su, &#8220;<strong>golfo abbastanza profondo<\/strong>&#8221; perch\u00e9 uno dei motivi per cui quel golfo deve avere quella caratteristica \u00e8 che giustificherebbe, a mio avviso, la decisione di Annone di salpare &#8220;verso occidente&#8221;, per evitare di costeggiare il golfo; oppure, magari, voler visitare prima quel promontorio Sol\u00f2eis e dopo costeggiare il golfo a ritroso.<br \/>\nInfatti nei passi successivi, il testo recita:<\/p>\n<p>4\u00b0 passo:<\/p>\n<p>&#8220;In quel luogo innalzammo un tempio a Posidone, e poi <strong>di nuovo ci siamo diretti a oriente per mezza giornata, finch\u00e9 raggiungemmo un lago prossimo al mare<\/strong>&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>e termina il passo facendo una piccola descrizione della flora e della fauna del posto.<br \/>\nAnnone \u00e8 tornato indietro di mezza giornata, e mi viene il sospetto che, in questo viaggio, non andr\u00e0 oltre il promontorio Sol\u00f2eis.<\/p>\n<p>5\u00b0 passo:<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Superato tutto quanto il lago con un giorno di navigazione, fondammo sulla costa delle citt\u00e0<\/strong>, alle quali abbiamo dato i nomi di Muro Carico, Gutta, Acra, Melita e Arambi.&#8221;<\/p>\n<p>Quando Annone dice di aver superato il lago, ho avuto la netta sensazione che con quel lago iniziasse il golfo (dalla parte del promontorio Sol\u00f2eis), perch\u00e9 Annone non dice in quale direzione supera quel lago, e, inoltre, perch\u00e9 mi sembrava strano che di quel promontorio facesse parte, oltre a quella &#8220;mezza giornata verso oriente&#8221;, anche un lago molto esteso e tutte quelle citt\u00e0 fondate sulla costa.<\/p>\n<p>Poi al 6\u00b0 passo succede che:<\/p>\n<p>&#8220;E poi, <strong>salpati di l\u00ec<\/strong>, giungemmo al grande fiume Lisso&#8230; (qui fecero amicizia con gli abitanti del posto, i nomadi lissiti coi quali rimasero un certo tempo)&#8221;.<br \/>\nIn questo passo Annone prende di nuovo il largo, non dice in quale direzione, ma percepisco chiaramente che \u00e8 andato dall&#8217;altra parte del golfo.<\/p>\n<p>Poi seguita con il 7\u00b0 passo che recita:<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Al di sopra di questi, invece, abitavano degli etiopi inospitali<\/strong>, che possedevano una terra piena di bestie feroci, percorsa da grandi monti&#8230;&#8221;<br \/>\ne il passo termina con la descrizione di quegli abitanti.<br \/>\nMa quel &#8220;<strong>Al di sopra di<\/strong>&#8221; equivale a &#8220;<strong>Dietro a<\/strong>&#8220;, e non inteso come se dicesse &#8220;<strong>a nord di<\/strong>&#8220;.<br \/>\nQuesto potrebbe trarre in inganno (come \u00e8 successo a me una prima volta; anche se questo non influisce minimamente sull&#8217;ambientazione da me descritta).<br \/>\nPer gli antichi, il punto di riferimento era il mare; le popolazioni che abitavano dietro quelle costiere, venivano indicate come &#8220;<strong>sopra di<\/strong>&#8221; o &#8220;<strong>sopra a<\/strong>&#8220;.<br \/>\nUn esempio calzante \u00e8: l&#8217;Alto e il Basso Egitto.<br \/>\nL&#8217;Alto Egitto era la parte a sud dell&#8217;Egitto, mentre il Basso era quella a nord.<br \/>\nProseguiamo nel nostro viaggio: subito dopo aver letto il 7\u00b0 passo, ho avuto la sensazione che Annone, stesse costeggiando verso nord, arrivando quasi sicuramente nei pressi del luogo da cui \u00e8 salpato &#8220;<strong>verso occidente<\/strong>&#8220;.<br \/>\nPoi arriva l&#8217;8\u00b0 passo in cui, di colpo, tutto ha un senso e prendono forma quei sospetti, quelle sensazioni e quelle percezioni che mi hanno accompagnato in questo &#8220;viaggio&#8221;. Perch\u00e9 in questo 8\u00b0 passo, che assieme al 3\u00b0 \u00e8 determinante per capire questo viaggio di Annone oltre le colonne d&#8217;Ercole, si rilevano due dati risolutivi:<\/p>\n<ul>\n<li>la conferma definitiva che il viaggio non \u00e8 ambientato nell&#8217;Atlantico e, di conseguenza, le colonne d&#8217;Ercole non possono essere assolutamente a Gibilterra.<\/li>\n<li>la descrizione chiara e perfetta della zona in cui si svolge il viaggio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;8\u00b0 passo recita:<\/p>\n<p>&#8220;Presi degli interpreti dai lissiti, costeggiammo il deserto per due giorni <strong>verso meridione<\/strong>; e, <strong>da quel punto<\/strong>, di nuovo <strong>verso oriente<\/strong> per un giorno. L\u00ec trovammo, <strong>in fondo a un golfo, una piccola isola<\/strong>, del perimetro di cinque stadi, che abbiamo colonizzato dandole il nome di <strong>Cerne<\/strong>. E abbiamo fatto la supposizione che essa si trovasse, rispetto al periplo, <strong>alla stessa altezza di Cartagine<\/strong>: infatti ci sembr\u00f2 uguale la navigazione da Cartagine alle Colonne e da l\u00ec a Cerne.&#8221;<\/p>\n<p>Ebbene questo ci conferma definitivamente che il viaggio non si svolge nell&#8217;Atlantico, poich\u00e9 Cerne, per trovarsi alla stessa altezza di Cartagine o quasi, e pi\u00f9 o meno alla stessa distanza dalle colonne come lo \u00e8 dalle stesse colonne, Cartagine, si dovrebbe trovare, se il viaggio si fosse svolto nell&#8217;Atlantico, in mezzo all&#8217;Atlantico stesso, quasi a met\u00e0 strada tra l&#8217;Africa e l&#8217;America; ma quell&#8217;isola, allora, si troverebbe verso occidente anzich\u00e9 &#8220;<strong>verso oriente<\/strong>&#8220;.<br \/>\nE se volessimo mettere Cerne prima di attraversare Gibilterra, affinch\u00e9 la stessa sia &#8220;<strong>verso oriente<\/strong>&#8221; (cio\u00e8 nel mediterraneo occidentale), sarebbero impossibili le distanze.<br \/>\nQuindi niente viaggio nell&#8217;Atlantico e niente colonne a Gibilterra. Tutto il viaggio di Annone si svolge tra il promontorio di Sidi Ali El Mekki (a nord-ovest del grande golfo di Tunisi), il <strong>canale di Sicilia<\/strong> e la <strong>zona delle due Sirti<\/strong>.<br \/>\nAnnone parte sicuramente da Cartagine, attraversa le colonne, entra nel &#8220;<strong>mare interno<\/strong>&#8221; dei greci, che per\u00f2 \u00e8 &#8220;<strong>mare esterno<\/strong>&#8221; per i cartaginesi e, anzich\u00e9 continuare il viaggio in quel mare, torna indietro.<br \/>\nLo si deduce da pi\u00f9 fatti: si capisce che naviga da sud verso nord (anche se lui dice di aver navigato nel mare esterno), perch\u00e9 dopo aver fondato una prima citt\u00e0 salpa poi &#8220;<strong>verso occidente<\/strong>&#8220;; mentre se avesse navigato da nord a sud non ci sarebbero state le condizioni.<br \/>\nQuindi, Annone torna indietro e, passo 2\u00b0, arriva nel promontorio Ermeo (Capo Bon), fonda una prima citt\u00e0 (presso Haouaria?); e, passo 3\u00b0, salpa &#8220;<strong>verso occidente<\/strong>&#8221; raggiungendo il promontorio Sol\u00f2eis, che altro non \u00e8 che il promontorio di Sidi Ali El Mekki. Passo 4\u00b0: qui innalza un tempio e poi torna indietro di mezza giornata raggiungendo quel lago che si trova appena sotto quel promontorio e che \u00e8 prossimo al mare. Passo 5\u00b0: da questo lago inizia la discesa e la perlustrazione del golfo verso sud; supera il lago e fonda 5 citt\u00e0. Poi, passo 6\u00b0, va dall&#8217;altra parte del golfo, giunge presso il fiume Lisso (da quella parte, per\u00f2, ci sono 3 fiumi, non sapendo quale, prendo, come riferimento, il primo da sud per non scartarne qualcuno senza una ragione) e diventa amico dei lissiti con i quali si intrattiene per un certo tempo. Dopo, passo 7\u00b0, visita posti in cui abitano degli etiopi inospitali e si capisce che quei posti, assieme a quelli dei lissiti, confinano con quel luogo da cui \u00e8 salpato &#8220;<strong>verso occidente<\/strong>&#8220;, perch\u00e9 nel passo successivo (quel fatidico 8\u00b0 passo) dice che, accompagnato da interpreti lissiti, costeggia il deserto per 2 giorni &#8220;<strong>verso meridione<\/strong>&#8220;.<br \/>\nQuel deserto (o costa deserta come scrive G.B. Ramusio nella sua opera del 1550) si trova, affacciandosi nel canale di Sicilia, subito dopo il Capo Bon.<br \/>\nPoi, <strong>da un punto<\/strong> (non precisato) <strong>del deserto<\/strong>, Annone naviga <strong>verso oriente<\/strong> e raggiunge quell&#8217;isola Cerne, che altro non \u00e8 che <strong>Pantelleria<\/strong> (Kossura per i greci); la quale si trova <strong>in fondo a un golfo<\/strong>, ed esattamente, perch\u00e9 cos\u00ec si pu\u00f2 dire, <strong>rispetto al periplo<\/strong> (periplo della lunga <strong>penisola che termina con il Capo Bon<\/strong>), alla <strong>stessa altezza di Cartagine<\/strong>, come sembra ad Annone.<br \/>\nE la distanza da <strong>quel punto del deserto<\/strong>, dal quale Annone gira verso Cerne, <strong>alle Colonne<\/strong>, \u00e8 la stessa dalle Colonne a quel punto, sia che uno tiri dritto per Cartagine, sia che uno giri per Cerne.<br \/>\nE la distanza da Cerne a quel punto, \u00e8 all&#8217;incirca la stessa, ora pi\u00f9 ora meno di navigazione, da quel punto a Cartagine.<br \/>\nInfatti Annone non dice che \u00e8 uguale, ma che gli: &#8220;<strong>sembr\u00f2 uguale la navigazione da Cartagine alle Colonne e da l\u00ec a Cerne<\/strong>&#8220;.<br \/>\nNon conoscendo esattamente da quale punto del deserto Annone \u00e8 salpato per Cerne ho disegnato due punti con due rotte, uno a met\u00e0 deserto e l&#8217;altro a fine deserto. Ma sono anche propenso a credere che quel punto si trovi tra l&#8217;inizio e la met\u00e0 del deserto, perch\u00e9 Annone gira verso quell&#8217;isola dopo aver costeggiato solo una parte di quel deserto. Ci\u00f2 mi induce a sospettare che quella <strong>distanza<\/strong> (da Cerne a quel punto e da esso a Cartagine), fosse la stessa e conseguentemente <strong>uguale la navigazione da Cartagine alle Colonne e da l\u00ec a Cerne<\/strong>.<br \/>\nPer quanto riguarda, invece, il perimetro di 5 stadi che avrebbe avuto Cerne, la curatrice del libro in cui si parla del viaggio di Annone, Federica Cordano, dice che potrebbe essere stato di 15 stadi, perch\u00e9 in quel punto il libro \u00e8 corrotto; ed \u00e8 proprio per questo motivo che si pu\u00f2 affermare che in quel punto del libro, poteva esserci scritto qualsiasi perimetro; anche 150 stadi come dice Strabone nel XVII libro della sua Geografia quando parla di Kossura.<br \/>\nPoi, nei passi seguenti, Annone naviga ancora per una trentina di giorni visitando luoghi con monti altissimi, laghi e uomini selvaggi da cui scappa perch\u00e9 non era ben accetto. Torna a Cerne, riparte verso meridione per parecchi giorni (12), arrivando in luoghi dove di notte si vedevano accendersi dei fuochi. Giunge in un grande golfo chiamato Corno di Ponente, in cui trova un&#8217;isola all&#8217;interno di un&#8217;altra isola; avvista un presunto vulcano detto Carro degli dei, raggiunge un altro golfo detto Corno di Noto e infine, arrivato in un&#8217;isola, cattura delle donne pelose chiamate gorilla che fa scuoiare e torna a Cartagine perch\u00e9, per mancanza di viveri, non pu\u00f2 navigare pi\u00f9 oltre.<br \/>\nQuesto \u00e8 il viaggio di Annone, re dei cartaginesi, oltre le colonne d&#8217;Ercole; ed ecco, qui di seguito, il risultato di questa prima parte.<\/p>\n<p>2\u00b0 e 3\u00b0 <strong>fondato prima citt\u00e0 e salpati verso occidente<\/strong><br \/>\n3\u00b0 <strong>approdo nel promontorio Sol\u00f2eis<\/strong><br \/>\n4\u00b0 <strong>lago prossimo al mare<\/strong><br \/>\n5\u00b0 <strong>fondate 5 citt\u00e0<\/strong><br \/>\n6\u00b0 <strong>lissiti<\/strong><br \/>\n7\u00b0 <strong>etiopi inospitali<\/strong><br \/>\n8\u00b0 <strong>deserto, punto del deserto verso oriente, colonizzazione di Cerne, golfo<\/strong><br \/>\ndal 9\u00b0al 18\u00b0 <strong>resto del viaggio<\/strong><br \/>\nA: <strong>Cartagine &#8211; partenza<\/strong><br \/>\nB: <strong>lunga penisola che termina con il Capo Bon<\/strong><br \/>\nC: <strong>Cerne &#8211; Pantelleria &#8211; Kossura<\/strong><\/p>\n<p>Quanto descritto fino ad ora \u00e8 il mio resoconto del viaggio di Annone, dettagliato solo fino a quel fatidico 8\u00b0 passo, in quanto la mia attenzione \u00e8 rivolta &#8211; affinch\u00e9 il viaggio di Annone sia completo e anche per curiosit\u00e0 &#8211; alla ricerca di quelle mitiche prime colonne d&#8217;Ercole, dalle quali gli antichi navigatori erano costretti a passare (per raggiungere la Sardegna e altre terre occidentali), perch\u00e9 <strong>a quei tempi si navigava vicino alla costa<\/strong>.<br \/>\nQuasi sicuramente, il restante canale di Sicilia doveva essere molto pi\u00f9 pericoloso di oggi, come lo erano Scilla e Cariddi nello stretto di Messina ai tempi di Omero (VIII secolo a.C.), dal quale i greci passavano per raggiungere, oltre alle coste tirreniche dell&#8217;Italia, quella loro lontana colonia nel golfo di Galazia: Marsiglia.<\/p>\n<p>La ricerca delle colonne ha bisogno, ora, dell&#8217;aiuto di Aristotele, sempre d un passo del suo &#8220;trattato Sul cosmo per Alessandro&#8221; ma, questa volta, nella traduzione della prof.ssa alla quale avevo portato solo la versione in greco, il testo Aristotelico.<br \/>\nHo preso il passo dalla traduzione della prof.ssa, perch\u00e9 la stessa fa una traduzione pi\u00f9 letterale rispetto a quella di G. Reale. Il testo recita:<\/p>\n<p>&#8220;Per prima cosa, dunque, si dice che (oceano) <strong>si incurvi doppiamente alla destra di chi naviga<\/strong> (nel mare interno) <strong>attraverso le colonne d&#8217;Ercole, verso le cosiddette Sirti<\/strong>, di cui una chiamano Grande e l&#8217;altra Piccola&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Ebbene in questo passo in grassetto c&#8217;\u00e8 un indizio molto forte, senza il quale non sarei approdato a niente. Cos\u00ec ho cercato, sulla costa africana del canale di Sicilia, una costa che si incurvi due volte, come una sorta di dosso stradale, che sia vicino alla prima delle Sirti &#8211; quindi alla Piccola &#8211; e che nei paraggi ci sia un mare basso e fangoso, come dice Aristotele in Meteorologia:<\/p>\n<p>&#8220;Il mare al di l\u00e0 delle Colonne \u00e8 poco profondo a causa del fango&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Ho cercato le colonne tramite questi indizi, e, come per incanto, eccotele materializzarsi davanti, in tutta la loro antica conoscenza millenaria. Sembra che ti guardino e che ti dicano: &#8220;Vieni, non aver paura, attraversaci e ti racconteremo la storia di un&#8217;isola che migliaia di anni fa era innanzi a noi e nella quale vi era tutto quello che un Uomo poteva desiderare, ma che \u00e8 stata spostata e dimenticata, come lo siamo state, ancor prima, noi.&#8221;<\/p>\n<p>1\u00b0 <strong>colonne d&#8217;Ercole<\/strong><br \/>\n2\u00b0 <strong>isole Kerkenna<\/strong><br \/>\n3\u00b0 <strong>mare poco profondo per il fango<\/strong><br \/>\n4\u00b0 e 5\u00b0 <strong>s&#8217;incurva doppiamente<\/strong><br \/>\n6\u00b0 <strong>piccola Sirte<\/strong><br \/>\n3\u00b0 <strong>verso occidente<\/strong><br \/>\n8\u00b0 <strong>verso oriente<\/strong><br \/>\nA <strong>Cartagine &#8211; partenza<\/strong><br \/>\nC <strong>Cerne o Pantelleria<\/strong><\/p>\n<p>Le colonne, posizionate come nelle foto, rendono ancora pi\u00f9 chiaro quel passo del &#8220;trattato sul cosmo per Alessandro&#8221; in cui si parla di &#8220;Oceano&#8221;, che forma, dall&#8217;altra parte delle colonne, tre mari: il mare di Sardegna, il mare di Galazia e l&#8217;Adriatico. Da ci\u00f2 si deduce che &#8220;Oceano&#8221; forma l&#8217;Adriatico non solo attraverso lo stretto di Messina, ma anche attraverso il canale di Sicilia.<br \/>\nDa non dimenticare che ai tempi di Aristotele, anche il tratto di mare sopra il canale di Sicilia faceva parte del mare di Sardegna.<br \/>\nQuesta \u00e8 la mia collocazione delle prime colonne d&#8217;Ercole degli antichi, seguendo le loro indicazioni.<\/p>\n<p><strong>NOTE AL VIAGGIO DI ANNONE<\/strong><br \/>\nQueste note si riferiscono ad Annone per spiegare il motivo che lo induce, secondo il mio punto di vista, a compiere una parte del suo viaggio, quella compresa tra il 2\u00b0 e l&#8217;8\u00b0 passo, nei luoghi che un cartaginese come lui dovrebbe conoscere bene.<br \/>\nQuesta \u00e8 una domanda che farebbero, specialmente, quelle persone che non accetteranno mai il viaggio di Annone nei posti che indico, ma \u00e8 anche una domanda legittima.<br \/>\nQualcuno si chieder\u00e0, inoltre, come mai questo motivo non l&#8217;ho inserito subito nel mio resoconto del viaggio.<br \/>\nDovevo prima dimostrare al lettore che Annone, quella parte del suo viaggio sopracitato, l&#8217;ha compiuto nei luoghi dame indicati e dopo spiegarne il motivo, che tra poco inizier\u00f2 ad esporre.<br \/>\nParler\u00f2, inoltre, del resto del viaggio per chiarire alcuni punti e divider\u00f2 tutto il viaggio in due parti, di cui la prima \u00e8 compresa tra il 1\u00b0 e l&#8217;8\u00b0 passo e la seconda tra il 9\u00b0 e il 18\u00b0 passo.<br \/>\nIl motivo che induce Annone ad andare in quei posti \u00e8 semplice e umanamente comprensibile e lo si avverte in tutto il racconto: <strong>Annone non ha nessuna intenzione di compiere quel viaggio<\/strong> che i cartaginesi gli impongono di fare. Il primo passo recita: &#8220;<strong>Per volere dei cartaginesi<\/strong> (non per volere suo) Annone navig\u00f2 fuori le Colonne d&#8217;Eracle e fond\u00f2 citt\u00e0 di libifenici. E navig\u00f2 portando con s\u00e9 sessanta penteconteri e <strong>una folla di uomini e donne, in numero di tremila<\/strong>; e viveri e le altre provviste.&#8221;<br \/>\nQuindi Annone parte, va in <strong>luoghi<\/strong> che lui conosce perfettamente, ma <strong>dei quali non da mai delle indicazioni chiare<\/strong>. Cita <strong>con nomi diversi<\/strong> sia quei luoghi che aveva fondato e colonizzato, a cui aveva gi\u00e0 dato un nome, sia quei luoghi che aevav visitato e che gi\u00e0 possedevano un loro nome. Li cambia affinch\u00e9 chi gli ha ordinato di compiere quel viaggio non capisca dove sia effettivamente andato. Qualcuno potrebbe obbiettare che ci sono tremila persone che potrebbero testimoniare contro di lui, ma questo \u00e8 improbabile in quanto quella folla di uomini e donne sono persone comuni che sicuramente non sono mai usciti fuori dalle mura della loro casa; oltretutto anche loro, come tutto l&#8217;equipaggio (sicuramente fedele ad Annone), sono obbligati a compiere quel viaggio.<br \/>\nAnnone arriva nel promontorio Ermeo (<strong>che non nomina<\/strong>) dove al 2\u00b0 passo: &#8220;fondammo una prima citt\u00e0 alla quale demmo il nome di Timiaterio&#8230;&#8221;. E, naturalmente, per fondare quella citt\u00e0 fa scendere dalle navi parecchie persone.<br \/>\nTimiaterio \u00e8 uno di quei nomi cambiati da Annone (tuttora nessuno studioso l&#8217;ha localizzata).<br \/>\nCosa fa adesso Annone? Anzich\u00e9 costeggiare subito il golfo, per evitarlo, astutamente salpa, al 3\u00b0 passo: &#8220;<strong>verso occidente<\/strong> raggiungemmo Sol\u00f2eis, un promontorio libico folto di alberi.&#8221;.<br \/>\nUn promontorio con quel nome non \u00e8 mai esistito, \u00e8 un altro nome cambiato da Annone per sviare (tuttora anche Sol\u00f2eis \u00e8 un&#8217;incognita per gli studiosi).<br \/>\nPoi al 4\u00b0 passo torna indietro quel tanto che basta per raggiungere un lago che, al 5\u00b0 passo, supera (qui sta scendendo verso il golfo, rischiando per\u00f2 d&#8217;essere visto, ma deve rischiare), fonda sicuramente una vicino all&#8217;altra e anche vicino al lago stesso le cinque citt\u00e0, anche loro con nomi diversi da quelli realmente dati e che, ancora oggi, nessuno sa localizzare.<br \/>\nNelle mie foto ho fatto salpare il navigatore dal promontorio sotto il quale si trova Cartagine anzich\u00e9 dalle vicinanze del lago sotto il promontorio Sol\u00f2eis, perch\u00e9 se non avessi fatto in questo modo avrei dovuto giustificarne subito il motivo.<br \/>\nNon mi sembrava il caso di dire troppe cose tutte insieme. Sarebbe stato troppo dispersivo.<br \/>\nDunque, al 6\u00b0 passo, Annone salpa dopo aver fondato le cinque citt\u00e0, dove lascia quasi tutte le persone del suo seguito e raggiunge, ora con pochissime navi e quindi con pochissima possibilit\u00e0 di essere riconosciuto, il fiume Lisso (altro nome cambiato), che per\u00f2 non \u00e8, come dico nel mio scritto (perch\u00e9 dovrei giustificarlo, anche questo, subito), il primo da sud, ma sicuramente il primo da nord e che si trova pi\u00f9 vicino al luogo da cui \u00e8 salpato verso Sol\u00f2eis.<br \/>\nNei pressi di questo fiume abitano i lissiti, un nome che ricompare, come dice la curatrice Federica Cordano, soltanto 650 anni dopo con Pausania, che identifica i lissiti con i nasamoni, una popolazione della grande Sirte.<br \/>\n<strong>Ma la grande Sirte non si trova nell&#8217;Atlantico<\/strong>.<br \/>\nNel 7\u00b0 passo, degli etiopi inospitali abitavano sopra i lissiti. Al fatidico 8\u00b0 passo Annone costeggia verso meridione quel deserto che si affaccia nel canale di Sicilia e sempre da un <strong>punto non precisato del deserto<\/strong> parte e raggiunge, <strong>verso oriente<\/strong>, quell&#8217;isola che lui colonizza e alla quale, lui dice, d\u00e0 il nome Cerne (altro nome cambiato e che nessuno studioso, ancora oggi, ha mai localizzato), ma che sa essere Kossura; ma se l&#8217;avesse chiamata in quel modo i cartaginesi avrebbero capito. <strong>Suppone, giustamente<\/strong>, che quell&#8217;isola si trova, rispetto al periplo (ma si guarda bene dal dire di quale periplo si tratti), alla stessa altezza di Cartagine, infatti gli: &#8220;sembr\u00f2 uguale (e, pi\u00f9 o meno, lo \u00e8) la navigazione da Cartagine alle Colonne e da l\u00ec a Cerne&#8221;. E quell&#8217;isola si trova in fondo a un golfo.<br \/>\nDice, inoltre, che quell&#8217;isola misura cinque stadi; ma come si potrebbe chiamare piccola isola e addirittura colonizzare un lembo di terra di 250 metri per lato (1 stadio = 200 metri)? Oppure, come dice la Cordano, di 15 stadi (neppure 1 km quadrato di superficie e, per giunta, lontana un giorno di navigazione dalla terraferma)?<br \/>\n&#8220;Colonizzare&#8221; significa &#8220;fare propri&#8221; luoghi gi\u00e0 abitati.<br \/>\nContinuiamo: a Cerne l&#8217;astuto Annone fa scendere il resto del seguito (ad eccezione, naturalmente, del suo fedele equipaggio). Lo si capisce perch\u00e9 nella seconda parte del viaggio, quello compreso tra il 9\u00b0 e il 18\u00b0 passo, non fonda pi\u00f9 nessuna citt\u00e0; eppure continua il viaggio per altri trenta giorni prima di andarsene a Cartagine (e quindi altri giorni da aggiungere ai trenta gi\u00e0 citati).<br \/>\nDico che questa seconda parte non \u00e8 dettagliata come la prima perch\u00e9 la mia attenzione \u00e8 passata alla ricerca delle colonne. Il motivo, per\u00f2, non \u00e8 solo quello, ma \u00e8 anche che, in questa seconda parte, Annone <strong>si inventa tutto perch\u00e9 non vuole pi\u00f9 continuare quel viaggio<\/strong>.<br \/>\nInfatti descrive posti fantastici e terrificanti (in modo tale che a nessuno venga in mente di andarli a cercare).<br \/>\nNel 9\u00b0 passo arriva in un posto dove si trova un lago, all&#8217;interno del quale ci sono tre isole pi\u00f9 grandi di Cerne. Ma ci sono anche: &#8220;monti altissimi, brulicanti di uomini selvaggi, coperti di pelle di animali, che ci colpivano lanciando pietre, impedendoci cos\u00ec di scendere&#8221;.<\/p>\n<p>Nel 10\u00b0 passo scappa da un lago profondo pieno di coccodrilli e ippopotami e poi torna a Cerne.<\/p>\n<p>Nell&#8217;11\u00b0 naviga per dodici giorni verso meridione, dove arriva, l&#8217;ultimo giorno, in luoghi in cui gli abitanti: &#8220;che fuggivano invece di aspettarci, e pronunciavano parole incomprensibili persino ai lissiti che erano con noi.&#8221;<\/p>\n<p>Nel 12\u00b0 e nel 13\u00b0 passo approda presso monti alti e boschi profumati: &#8220;Circumnavigando questi monti per due giorni ci trovammo nell&#8217;immensit\u00e0 del mare aperto, e di fronte ad esso, sulla terraferma c&#8217;era una pianura da dove, di notte, vedevamo del fuoco accendersi da ogni parte, ad intervalli, ora pi\u00f9 forte ora meno.&#8221;<br \/>\nNel 14\u00b0 passo prosegue per cinque giorni sotto costa e arriva in un grande golfo chiamato &#8220;Corno di Ponente&#8221; (mai localizzato), al cui interno: &#8220;c&#8217;era una grande isola e sull&#8217;isola un lago d&#8217;acqua marina, e dentro a questo, un&#8217;altra isola&#8230;&#8221; e termina dicendo: &#8220;di notte vedevamo molti fuochi accesi, e sentivamo un suono di flauti e cembali, uno strepito di timpani e un enorme schiamazzo. Ci venne paura e gli indovini esortavano a lasciare l&#8217;isola.&#8221;<br \/>\nNel 15\u00b0 passo va via in fretta da un paese in fiamme: &#8220;pieno di vapori, dal quale scendevano verso il mare grandi torrenti di fuoco. La terra era inaccessibile per il calore.&#8221;<br \/>\nNel 16\u00b0 passo scappa, terrorizzato, da l\u00ec e dopo quattro giorni avvista la terra illuminata dalle fiamme, al cui centro c&#8217;\u00e8 un presunto vulcano detto &#8220;Carro degli dei&#8221;.<br \/>\nNel 17\u00b0 passo Annone, dopo aver superato con tre giorni di navigazione i torrenti di fuoco, raggiunge un golfo chiamato &#8220;Corno di Noto&#8221; (altro luogo mai trovato).<br \/>\nFinalmente, arriviamo al 18\u00b0 passo, l&#8217;ultimo, nel quale c&#8217;\u00e8 il colpo di genio di Annone.<br \/>\nInfatti in fondo al &#8220;Golfo di Noto&#8221; c&#8217;\u00e8 un&#8217;isola piena di uomini selvaggi: &#8220;Ma erano molto pi\u00f9 numerose le donne, pelose in tutto il corpo, che gli interpreti chiamavano Gorilla. Noi inseguivamo gli uomini, ma era impossibile prenderli, perch\u00e9 scappavano tutti, arrampicandosi sui dirupi e difendendosi con le pietre. Invece tre donne, mordendo e dilaniando i loro rapitori, si rifiutavano di seguirli; allora, avendole uccise, le scuoiammo e portammo a Cartagine le pelli. Infatti non potemmo navigare pi\u00f9 oltre, una volta venuti a mancare i viveri.&#8221;. In questo passo c&#8217;\u00e8 tutta l&#8217;astuzia di Annone; infatti quando decide che \u00e8 ora di andarsene a Cartagine cattura tre donne pelose, ma invece di portarle vive davanti al senato cartaginese come prova dell&#8217;esistenza delle stesse, le uccide e le scuoia con la scusa che non vogliono seguirli. Ma Annone scuoia non tre donne, ma tre vere scimmie; e scuoiare una scimmia comporta l&#8217;eliminazione della testa, delle mani e dei &#8220;piedi&#8221;, prove inequivocabili che sono delle scimmie. Le femmine delle scimmie senza coda (come, appunto, gorilla, ma anche orango, bonobo ed altre), hanno le mammelle molto simili a quelle delle femmine umane.<br \/>\nE voil\u00e0 il gioco \u00e8 fatto. Annone non pu\u00f2 portare vive quelle che lui dice essere donne pelose perch\u00e9 i senatori cartaginesi si accorgerebbero subito che sono delle scimmie e gli farebbero fare, sicuramente, una brutta fine.<\/p>\n<p>Questi sono i motivi, secondo il mio punto di vista, di questo strano viaggio di Annone oltre le colonne d&#8217;Ercole, che se anche fosse tutto inventato, in quella prima parte sono descritti, innegabilmente, quei posti che indico nel mio scritto.<br \/>\nTermino dicendo che alcuni luoghi, a cui Annone cambia il nome, come Timiaterio, Acra, Sol\u00f2eis, Cerne, si trovano in un presunto periplo di Scilace di Carianda, VI secolo a.C. (all&#8217;interno sempre del libro curato da Federica Cordano &#8220;Antichi viaggi per mare&#8221;), ma che provano, senza ombra di dubbio, che lo stesso periplo non viene compiuto nel VI secolo a.C. da nessuno. Infatti quei luoghi vengono nominati in un periodo in cui non sono stati ancora fondati, colonizzati o visitati da Annone (V secolo a.C.); il che avviene cento anni dopo.<\/p>\n<p>P. S.: Tratto da &#8220;Plinio (I secolo d.C.) Storia Naturale&#8221; libro 5\u00b0 par. 8 &#8211; ediz. Einaudi Torino 2007: &#8220;Erano anche rimasti alcuni appunti di viaggio lasciati dal comandante cartaginese Annone, il quale nel periodo di massimo splendore della potenza cartaginese ebbe l&#8217;incarico di compiere la circumnavigazione dell&#8217;Africa. La maggior parte degli scrittori greci e romani, basandosi sulle informazioni fornite da Annone, hanno raccontato, in mezzo ad altre favole, che egli avrebbe fondato qui (sta parlando della costa atlantica dell&#8217;Africa) anche molte citt\u00e0 di cui per\u00f2 non resta n\u00e9 ricordo alcuno n\u00e9 traccia.&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia:<\/strong><br \/>\n&#8211; Sergio Frau, &#8220;Le Colonne d&#8217;Ercole un&#8217;inchiesta&#8221; &#8211; ed. Nur Neon, Roma 2002.<br \/>\n&#8211; Giovanni Reale &#8211; A.P. Bos, &#8220;Il trattato sul cosmo per Alessandro&#8221; &#8211; ed. Vita e Pensiero, Milano 1995.<br \/>\n&#8211; Luigi Annibaletto, &#8220;Erodono Storie&#8221; &#8211; Oscar Mondatori Cles (Tn) 1985.<br \/>\n&#8211; &#8220;Platone Opere complete&#8221; vol. 6\u00b0 Timeo &#8211; ed. Laterza, Bari 2003.<br \/>\n&#8211; Nicola Biffi, &#8220;L&#8217;Africa di Strabone&#8221; libro XVII &#8211; ed. Sud, Bari 1999.<br \/>\n&#8211; Aristotele &#8220;Meteorologia&#8221;, a cura di Lucio Pepe &#8211; ed. Bompiani, Milano 2003.<br \/>\n&#8211; &#8220;Antichi viaggi per mare&#8221; &#8211; edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992.<br \/>\n&#8211; &#8220;Plinio Storia Naturale&#8221;, a cura di Federica Cordano &#8211; ed. Einaudi, Torino 2007.<br \/>\n&#8211; &#8220;Delle navigazioni et viaggi di G. Battista Ramusio&#8221; Venezia 1550.<br \/>\n&#8211; Foto di Google Heart numerate e nominate da Antonio Usai.<\/p>\n<p><strong>vai alla visualizzazione stampabile<\/strong> \u00a0 <strong>invia questa notizia ad un amico<\/strong><\/p>\n<p><strong>imposta Edicolaweb come Home<\/strong> \u00a0 \u00a0 \u00a0 <strong>aggiungi Edicolaweb a Preferiti<\/strong><\/p>\n<p>Copyright \u00a9 2008 <strong>EdicolaWeb<\/strong> &#8211; Tutti i diritti riservati. 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